Escursione in giornata
Classificazione CAI : EE
Dislivello 1150m circa s.l.m.
Punto di partenza: Da Valbondione, Loc. Beltrame
Durata salita: 3,3 H circa

Questa bellissima escursione vi porta al Rifugio Barbellino da Valbondione. Personalmente l’ho fatta all’andata in salita sotto la pioggia e con forte temporale, ma al ritorno il giorno dopo sotto uno splendido sole con temperature estive.

Arrivati a Valbondione, risaliamo le vie del paese.
Superata la chiesa, prendiamo sulla destra la strada per Lizzola all’inizio della quale alcuni cartelli indicano i Rifugi Curò e Barbellino.
Quando incontrate un tornante a destra iniziate a cercare parcheggio, difficile da trovare.
Sentiero da seguire numero 305 per il Curò che poi diventa numero 308 per il Barbellino.

Il primo tratto di Via Curò è asfaltato, in salita, tra case e recinzioni. Poi la strada diventa sterrata e un segnale stradale indica il divieto di transito ai veicoli.
Proseguiamo, entrando nel bosco, e per diversi minuti non ci saranno sbocchi panoramici. La direzione è unica, in salita con alcune curve e tornanti da superare.
La direzione da seguire è sempre il sentiero numero 305. Non ci sono deviazioni.

Più avanti incontriamo la stradina proveniente dall’Osservatorio Faunistico e Floristico di Maslana che sale da sinistra, noi proseguiamo dritti.
Ogni tanto ci sono delle aperture che vi permettono di ammirare la valle, mentre salite sempre di più.

Proseguendo incontreremo la partenza della teleferica di servizio al Rifugio Curò. Si prosegue sempre nella stessa direzione.
Dovreste iniziare a scorgere i tralicci della corrente che da Valle arrivano fino al rifugio Curò e lo superano.

Dopo diversi minuti e alcune curve troviamo il segnavia che indica alla sinistra il ripido sentiero della “direttissima”. Anche questo sentiero è contrassegnato con il n. 305 e sale con alcuni tratti attrezzati, consentendo di evitare i successivi tornanti. Preferiamo continuare diritto con il “panoramico” e con bella vista sulla Valbondione.

Il sentiero continua in salita, alternando rocce a erba e ghiaia.

Dopo diversi minuti e una piccola curva a sinistra raggiungiamo il punto di arrivo della teleferica. Qui rientra il ripido sentiero della “direttissima”.
Superiamo i cavi della teleferica, quelli dell’alta tensione e ora vediamo bene il Rifugio Curò.

Lo raggiungiamo, dopo diverse curve in salita e lo superiamo lasciandolo alla nostra sinistra. Percorriamo il sentiero 305 – 308 tenendo alla nostra sinistra il lago “turchese”.
Da qui fino al rifugio Barbellino incontreremo diversi torrenti che da monte a valle trasportano un certo quantitativo di acqua.
Durante il diluvio, mentre salivo, ho dovuto superare molti di questi con acqua fino alle caviglie, ma nessun problema per gli scarponi!
Alcuni di questi torrenti hanno dei ponti o passerelle altri invece si riversano sul sentiero. Se affrontate il sentiero in una giornata di sole questi saranno praticamente asciutti.

Il sentiero prosegue praticamente senza dislivello. Si sposta dal lato destro della montagna al sinistro e in lontananza scorgerete il rifugio Barbellino. Fiancheggerete pareti di roccia prima di intravedere il rifugio.
Dal rifugio Curò al Barbellino ci vogliono circa 40 minuti con un passo da escursionista.