Gli ultimi Re

Il leone è da sempre considerato il re di tutti gli animali, il simbolo della forza per eccellenza.
Eppure, questo splendido animale è oggi una delle specie a rischio di estinzione.
Il leone asiatico una volta abitava le aree dal Mediterraneo fino all’India, oggi il suo habitat si è ridotto al solo paese dell’India.
Attualmente di questa sottospecie se ne contano solo più 350 esemplari e solo due piccole popolazioni vivono ancora in libertà.
Non sono migliori i dati che si leggono per il leone africano. Se prima se ne contavano 100.000 esemplari, le ultime stime ci dicono invece che, ad oggi, il numero varia tra i 16.500 e i 30.000 leoni.

LINK IUCN RED LIST – SPECIE VULNERABILE

Ho incontrato poche volte questo bellissimo animale, ma ogni volta è stata memorabile.
Per anni, prima di avere la possibilità di viaggiare in Africa, ho sognato a lungo determinate scene. Probabilmente, anzi sicuramente, i miei sogni non erano altro che un pensiero astratto di quello che vedevo nei documentari della BBC o di qualsiasi altra produzione internazionale.
Ma in particolare una scena mi ha sempre accompagnato negli anni, e un bel giorno, l’ho vissuta.

“Sono esattamente le 6.30 del mattino. Siamo sulla jeep, nel Serengeti, e una piacevole alba ci scalda. C’è silenzio. Non c’è vento. Mi soffermo qualche istante a fotografare un bellissimo Hartbeest.

Mai più grato potrei essere a quell’animale.

Improvvisamente, alle sue spalle, compaiono due leoni maschi che camminano lentamente verso il sole. A tempo zero giriamo la jeep e ci mettiamo esattamente tra loro e il sole.

Camminano inesorabili verso di noi. La natura intorno a loro è perfetta. Erba, alberi e fiori, sembrano esistere per loro. La testa è bassa, gli occhi socchiusi per il sole contrario, non c’è rumore, solo un semplice fruscio che aumenta mentre si avvicinano.
Le zampe sono possenti, le criniere sono raggianti, gli occhi impenetrabili.

Osservo nel mio obiettivo le cicatrici sul muso del primo leone. Chissà quante difficoltà ha superato nella sua vita.

Scatto foto quando sono lontani. Scatto foto mentre avanzano, scatto foto quando sono vicini. Ad un certo punto non stanno più nella mia inquadratura. Lascio la macchina fotografica sul sedile e mi sporgo dal finestrino, assorbendo senza distrazioni quello che sto guardando.

Arrivano a 3 metri dalla jeep, ci aggirano e vanno oltre. Li inseguiamo per 30 minuti fino alle rocce su cui saliranno e dove staranno a lungo a scaldarsi (ma questa è la seconda parte della storia). Sono al settimo cielo. La natura mi ha regalato la felicità.”

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