Correva l’anno 2017 quando decisi di organizzare un viaggio in Africa.

Non ero mai stato in Africa prima di allora. Avevo sognato la Tanzania, il Kenya o il Botswana. Egoisticamente morivo dalla voglia di poter vedere ad occhi nudi un leone, un ghepardo o un qualsiasi felino e di poterlo fotografare a modo mio. I predatori selvatici hanno sempre il loro fascino.

Dopo tante elucubrazioni la scelta ricadde su qualcosa di inaspettato. Non so esattamente come mi vennero in mente i Gorilla di Montagna, ma sicuramente c’era qualcosa di loro che mi affascinava. E’ con loro che iniziò la mia “selezione selvatica” e la mia rincorsa all’estinzione.

E’ Agosto e la giornata inizia con forte pioggia e grossi nuvoloni neri.

Dopo appena un’ora di cammino nella Bwidni Impenetrable Forest, il tracker (colui che ogni giorno cerca i gorilla nella foresta e segue i loro spostamenti), ci comunica che siamo vicini alla prima famiglia.
Poco dopo ecco sbucare il primo gorilla, che risalendo il pendio sotto di noi, ci viene incontro.
I ranger tagliano, con i machete, le piante e l’erba alta che ci dividevano da lui.
Ci comunicano che è una femmina ed è una teenager. Rimane con noi qualche minuto e poi scompare nella vegetazione.

Proseguiamo e incontriamo il resto della famiglia (Machaya Gorilla Group), composta da maschi e femmine.
Con molta difficoltà e lentezza proseguiamo nella vegetazione e ci imbattiamo nel maschio, il silverback. Lo osserviamo mentre lui ci dà le spalle.
E’ massiccio, la sua testa è enorme, lo sguardo deciso. Il corpo è davvero grosso. E’ seduto, ma la sua silhouette non inganna. La schiena, pelosa come il resto del corpo, è argentata. Spicca nella verde vegetazione.

I ranger ci aiutano ad aggirarlo e proprio quando siamo di fronte a lui e lo stiamo per fotografare, ci carica, ma è solo un piccolo avvertimento.
Ci spostiamo dalla parte opposta da dove siamo arrivati e lo ritroviamo sdraiato vicino ad una femmina con il suo piccolo.

In silenzio, assistiamo alle coccole e la pulizia tra il piccolo e la mamma.
Il piccolo è curioso, ci guarda e si muove. La femmina ci tiene d’occhio ma è tranquilla. Dietro di loro il silverback, sdraiato, sonnecchia, guardingo.

Il video ripercorre un po’ la storia raccontata. Le riprese GoPro gentilmente prestate da Filippo :)