Il Temple Expiatori de la Sagrada Família (Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia) di Barcellona in Catalogna (Spagna), o più semplicemente Sagrada Família, è una grande basilica cattolica (minore) capolavoro dell’architetto Antoni Gaudí.

La vastità della scala del progetto e il suo stile caratteristico ne hanno fatto uno dei principali simboli della città.

I lavori iniziarono nel 1882 sotto il regno di Alfonso XII di Spagna. L’edificio venne iniziato in stile neogotico, ma quando Gaudí subentrò come progettista dell’opera nel 1883, all’età di 31 anni, fu ridisegnato completamente.
Per il resto della propria vita Gaudí lavorò alla chiesa, dedicandovi interamente gli ultimi 15 anni.

Storia

L’idea di realizzare una chiesa di espiazione dedicata alla Sacra Famiglia nell’allora zona periferica di Eixample fu del libraio Josep Maria Bocabella, ispirato dal sacerdote Josep Manyanet i Vives (canonizzato nel 2004) fondatore delle congregazioni dei Figli e delle Missionarie Figlie della Sacra Famiglia, incaricati di promuovere il culto della sacra famiglia e promuovere l’educazione cristiana nei giovani e nei bambini.

Il progetto fu affidato all’architetto Francisco de Paula del Villar y Lozano, che iniziò l’opera in stile neogotico scartando l’idea di Bocabella di una replica del Santuario di Loreto.
La prima pietra fu posta il 19 marzo 1882 (giorno di San Giuseppe), con la presenza del vescovo di Barcellona José María Urquinaona.
Gaudí partecipò alla cerimonia perché in precedenza aveva lavorato come assistente a diversi progetti di Villar, non potendo immaginare che sarebbe diventato l’architetto dell’opera.

Nel 1883 Villar si dimise a causa di disaccordi con Joan Martorell, un architetto consulente di Bocabella[4]. Il progetto fu inizialmente offerto allo stesso Martorell, che rifiutando indicò il nome di un giovane architetto trentunenne, Antoni Gaudí, già assistente di Martorell nella realizzazione di diversi edifici ma che non aveva ancora realizzato grandi opere. Gaudí quando assunse la responsabilità del progetto lo modificò interamente, anche se nel proseguire la costruzione della cripta mantenne quanto già costruito. Gaudí lavorò al progetto per oltre 40 anni, dedicando completamente a questa impresa gli ultimi 15 anni della propria vita. Questa dedizione così intensa, oltre all’enormità dell’opera, deriva anche dal fatto che Gaudí definiva molti dettagli man mano che la costruzione avanzava; per lui la presenza personale in cantiere era di fondamentale importanza. Considerava infatti quest’opera come quella della sua vita, seguendola in ogni minimo passaggio.

Dal 1895 la responsabilità della gestione del progetto è stata affidata alla Junta Constructora del Templo Expiatorio de la Sagrada Familia (Consiglio per la costruzione del Tempio espiatorio della Sacra Famiglia), una fondazione ecclesiastica creata per promuovere la costruzione della chiesa attraverso le donazioni e le iniziative pubbliche e private.

Nel giugno 1926, ben prima che venisse completata la costruzione dell’edificio, Gaudí morì improvvisamente in un incidente, travolto da un tram mentre passeggiava per Barcellona. Durante la sua vita Gaudí riuscì a realizzare soltanto la facciata della Natività (con le sculture di Carles Mani, Llorenç Matamala e Joan Matamala e i disegni di Ricard Opisso) completando solamente una delle torri, quella di San Barnaba. Alla sua morte il suo assistente Domènec Sugrañes assunse la responsabilità dell’opera (dal 1926 al 1936), portando a compimento le tre torri incomplete della facciata della Natività.

Il 20 luglio del 1936, due giorni dopo la rivolta militare che portò la guerra civile spagnola, gruppi anticlericali incendiarono la cripta, distruggendo gran parte del laboratorio in cui Gaudí aveva lavorato e dove si trovavano schizzi, appunti e mappe (compresi numerosi modelli in scala, fondamentali per l’architetto).

Gaudí, comprendendo che i lavori sarebbero andati avanti decenni (o secoli) dopo la propria morte, invece di esaurire le risorse allora disponibili impostando tutto il gigantesco perimetro, preferì completare alcune sezioni dell’edificio in altezza (specie nell’abside), come per lasciare una testimonianza precisa dell’idea originale ai suoi successori.

La posizione che assume la Sagrada Familia nel tessuto urbano di Barcellona è la questione che negli anni ha suscitato le maggiori polemiche. Quando l’opera ebbe inizio, la zona era principalmente agricola, ma già nei primi del Novecento, grazie al rapido sviluppo urbano, la chiesa venne inglobata nella città. Nel 1905 Gaudí realizzò un progetto per comprendere la Sacra Famiglia nel Piano Jaussely (piano urbanistico che andava a estendere il piano Cerdà con i nuovi municipi). Il progetto prevedeva di inserire la Chiesa in un giardino a forma di stella a otto punte, in modo da fornire una prospettiva ottimale in tutta l’area circostante. Visto l’eccessivo costo del terreno si decise di optare per una stella a quattro punte, che permetteva un’ottima visione in tutti i suoi vertici.[6] Il progetto di Gaudí tuttavia non fu realizzato e nel 1975 il consiglio comunale decise di realizzare quattro piazze con giardini in ogni angolo del tempio, in modo da formare una croce. Anche questo progetto è incompleto perché per realizzare le due piazze mancanti dovrebbero essere abbattuti alcuni edifici.

Il 19 aprile 2011 un piromane – subito arrestato – appiccò un incendio all’interno della cripta della navata centrale della basilica, provocando l’immediata evacuazione dei turisti presenti all’interno della chiesa, circa 1500, e l’intossicazione di 4 persone. Il rogo ha annerito 40 metri di parete, ma ha risparmiato le opere di Gaudí.

Informazioni tratte da Wikipedia.